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Iperammortamento 2026 per le imprese

Iperammortamento 2026: Guida Tecnica per le Imprese che Investono in Innovazione e Transizione 4.0

 

Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199 del 30 dicembre 2025) e il successivo Decreto interministeriale MIMIT-MEF del 7 maggio 2026, torna ufficialmente l’Iperammortamento, una delle leve fiscali più importanti per sostenere la trasformazione tecnologica, digitale ed energetica del tessuto produttivo italiano nel triennio 2026-2028.

Questa misura si rivolge a tutte le imprese titolari di reddito d’impresa (sia IRES che IRPEF) che investono in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive situate in Italia.

Come Funziona l’Incentivo e le Aliquote

 

L’Iperammortamento non si traduce in un contributo a fondo perduto immediato, bensì in una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni agevolabili. Questo incremento genera maggiori quote di ammortamento deducibili negli anni, riducendo l’imponibile fiscale dell’impresa.

La normativa prevede tre fasce di maggiorazione in base al valore dell’investimento:

Valore dell’Investimento Maggiorazione Fiscale
Fino a 2,5 milioni di euro

180%

Oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro

100%

Oltre 10 milioni e fino a 20 milioni di euro

50%

 

Esempio pratico: Un investimento di 1.000.000 € in beni Industria 4.0 con una maggiorazione del 180% consente una variazione fiscale aggiuntiva di 1.800.000 €, portando il valore complessivo deducibile a 2.800.000 €.

 

Quali Investimenti rientrano nel perimetro agevolabile?

 

Gli ambiti di intervento finanziabili sono suddivisi in tre macro-categorie:

  1. Beni materiali Industria 4.0 (Allegato IV): Macchinari, impianti, robot industriali, sistemi di visione artificiale e soluzioni IoT caratterizzati da elevato contenuto tecnologico e capacità di integrazione digitale.

  2. Beni immateriali Industria 4.0 (Allegato V): Software gestionali, piattaforme MES, sistemi SCADA e applicativi orientati al monitoraggio e controllo avanzato dei processi produttivi.

  3. Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili: Impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo collegati e generatori termici destinati all’autoconsumo aziendale.

 

Il Requisito Chiave: L’Interconnessione

 

Per accedere all’agevolazione non è sufficiente acquistare un macchinario modernissimo o etichettato commercialmente come “4.0”. Il bene deve dimostrare la sua effettiva interconnessione bidirezionale con i sistemi informativi aziendali (tramite protocolli standard industriali), scambiando dati e ricevendo istruzioni operative in tempo reale.

 

Procedura e Scadenze GSE

 

La gestione operativa delle domande avviene attraverso la piattaforma informatica del GSE (Gestore dei Servizi Energetici), strutturata in tre fasi:

  • Comunicazione preventiva: Da inviare nella fase iniziale dell’investimento.

  • Comunicazione di conferma: Entro 60 giorni dalla notifica di esito positivo, attestando il pagamento di almeno il 20% di acconto.

  • Comunicazione di completamento: Al termine dell’investimento e comunque entro il 15 novembre 2028.

 

Affidati all’Esperienza del Gruppo Ma.Ci

 

Data la complessità della normativa e l’obbligo di produrre una perizia tecnica asseverata redatta da un professionista abilitato, una pianificazione preventiva è fondamentale per evitare errori o contestazioni future.

Il Gruppo Ma.Ci affianca le aziende in tutto il percorso:

  • Analisi preliminare di conformità e fattibilità dell’investimento;

  • Verifica dei requisiti tecnici e supporto nella configurazione dell’interconnessione;

  • Predisposizione del fascicolo tecnico e della perizia asseverata a tutela della tua impresa.

Richiedi una valutazione preliminare del tuo investimento prima di procedere all’acquisto: i nostri tecnici sono a disposizione per verificare la conformità del tuo progetto.

Per informazioni : info@maciprevenzione.it

 

Contattaci allo 0571 – 419421